L.U.I.R.S.
LIBERA E PRIVATA
UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE
PER LA RICERCA SCIENTIFICA DI ROMA


La
L.U.I.R.S.

È un'organizzazione culturale apolitica senza fini di lucro
e senza oneri a carico dello Stato (art. 33 della Costituzione).


La
L.U.I.R.S.

Ha come motto: “Non si può fare ricerca senza promuovere
la formazione d'alto livello”.


La
L.U.I.R.S.

È sorta il 10.12.2003 per iniziativa del S.N.S. che al suo interno
comprende anche la sezione università.


La
L.U.I.R.S.

È registrato al n. 3361/2003 – Autorizzazione n. 87935/2003
C.F.: 93071220755
Tel.0039 330 329848 – 0039 347 7099252
www.luirs.it
E-Mail: mario.paone@luirs.it


La
L.U.I.R.S.

Ha responsabilità giuridica di diritto privato.
È sottratta al controllo burocratico di istituzioni esterne,
ciò le consente una più larga libertà di movimento e rapidità nelle decisioni,
per quanto attiene l'organizzazione e la gestione.


La
L.U.I.R.S.

Ha sede virtuale a Roma ed opera esclusivamente per via telematica.


La
L.U.I.R.S.

Quale Ente di ricerca, con autonomia scientifica ed organizzativa,
indipendente dall'amministrazione statale, ha come scopo quello di:

• Promuovere la ricerca di base ed applicata, l'innovazione tecnologica e lo sviluppo in tutti i settori, la formazione e l'aggiornamento professionale del capitale umano
di eccellenza nelle più diverse discipline.

• Favorire l'aggregazione, l'integrazione e la collaborazione del mondo produttivo all'università salvaguardando i valori d'indipendenza scientifica e d'autonomia didattica che devono sempre essere espressione d'autentico pluralismo e di reale sussidiarietà.

• Incentivare l'innovazione tecnologica attraverso la produzione
di brevetti e di altre opere d'ingegno.

• Selezionare il merito con l'introduzione di
un effettivo sistema di valutazione.

• Premiare, con borse di studio, l'alta qualità della ricerca aumentandone l'internazionalizzazione e conferire premi
alle aziende che investono nello sviluppo culturale, nella valorizzazione del territorio e nella tutela dell'ambiente.

• Offrire programmi di scambio, di collaborazione e di ricerca con altre università e istituti culturali ovunque nel mondo, consentendo ai migliori cervelli un periodo di tirocinio in aziende e centri di ricerca.

• Consentire agli studiosi più meritevoli lunghi periodi ricerca
sia in sedi universitarie italiane che all'estero.

• Sostenere le spese per l'acquisto o la pubblicazione di libri o di quanto necessario, avente valore scientifico ed utile alla ricerca.

• Sviluppare la mentalità per la ricerca scientifica, la conoscenza delle lingue straniere e di ogni altra disciplina culturale ed artistica.

• Permettere una visione più ampia del sapere, per dialogare con altre culture e per la crescita intellettuale delle giovani generazioni.

• Creare una comunità scientifica internazionale che
restituisca all'Italia il suo ruolo storico di punto
d'incontro delle più avanzate scuole di pensiero.

• Assicurare la libertà di ricerca e la diffusione della cultura
garantita dalla Costituzione.

• Stimolare l'attivismo, il controllo, il confronto, la competizione, la collaborazione e la cooperazione scientifica nazionale ed internazionale.

• Operare la qualificazione al fine di avvicinare e favorire l'accesso dei giovani sul mercato del lavoro.

• Garantire alle imprese la ricerca di lavoratori qualificati.

• Segnalare il merito degli studenti in termini di talento,
motivazione e applicazione.

• Tutelare il diritto al sapere che è elemento
fondamentale di civiltà e di libertà.

• Valorizzare, in ogni campo, il patrimonio delle competenze e delle conoscenze culturali, scientifiche e tecnologiche.

• Trattare metodologie innovative di trasferimento dei risultati
della ricerca nella formazione.

• Elaborare modelli scientifici di utilità sociale.

• Suscitare nel personale docente preparato e modernamente addestrato, il piacere di trasmettere conoscenze
e curiosità per quel che non si sa.

• Ricordare che la ricerca scientifica non è una spesa, ma un investimento a lungo termine che richiede lungimiranza, entusiasmo, determinazione, tenacia, generosità e altruismo.

• Accogliere studenti e giovani ricercatori di talento provenienti
da tutto il mondo, aumentando in tal modo
la propria visibilità internazionale.

• Incoraggiare l'innovazione in quanto bene prezioso e strumento indispensabile per migliorare le prospettive di
vita e il benessere sociale.

• Introdurre nuove forme organizzative a sostegno
della diffusione dello spin-off.

• Diffondere la ricerca scientifica nei principali settori di sviluppo delle conoscenze, significa programmare l'economia.

• Educare a crescere, cioè abituare al sacrificio.

• Procurare rapporti con le università e con
le imprese nazionali ed estere.

• Istruire perché l'istruzione è l'unico valore che resiste nel tempo.

• Mostrare interesse per la ricerca scientifica è impedire la fuga all'estero dei giovani più qualificati.

• Presentare progetti di programma congiunti e percorsi di mobilità individuale ai fini dell'attività di ricerca e sviluppo.

• Utilizzare la ricerca scientifica è scoprire l'avanzamento della conoscenza e dell'innovazione.

• Lavorare attraverso un insegnamento autentico, libero e non asservito a ideologie didattiche-pedagogiche.

• Raccogliere i dati della ricerca scientifica attraverso conferenze stampa, sessioni divulgative e siti web.

• Partecipare a consorzi e società in Italia e all'estero allo scopo di utilizzare ed estendere il campo delle proprie ricerche.

• Avviare progetti nazionali ed esteri e la realizzazione
di prototipi di materiali e strumentazioni.

• Facilitare i contatti interdisciplinari tra
gli scienziati di tutto il mondo.

• Fornire agevolazioni per attirare studiosi di Paesi membri dell'ONU.

• Divulgare la cultura scientifica estera avanzata anche attraverso workshop tematici.

• Cooperare nell'ambito degli organismi scientifici europei.

• Svolgere attività di sostegno e gestione
di idee progettuali innovative.

• Provvedere al trasferimento, a favore dei settori produttivi, degli studi svolti e dei risultati delle ricerche.

• Istituire strutture scientifiche operative o di coordinamento
e di servizio, interne ed esterne.

• Aiutare la crescita e l'avanzamento delle scienze specialmente nei Paesi in via di sviluppo.

• Coinvolgere nei progetti scientifici il mondo imprenditoriale
e gli altri soggetti privati.

• Scambiare, con rappresentanti di altri atenei,
i risultati delle proprie ricerche.

•  Tracciare periodicamente un quadro dell'attività scientifica svolta.

• Formulare proposte e pareri alle amministrazioni
pubbliche e private.

• Organizzare congressi, conferenze manifestazioni, convegni e seminari nazionali e internazionali.

• Qualificare il personale docente con lezioni e corsi di aggiornamento, anche per via telematica.

• Finanziare ricerche e missioni di studio in Italia e all'estero.

• Mettere in contatto il mondo della scienza con i problemi della vita di tutti i giorni in un continuo benefico scambio.

• Privilegiare aspetti di attualità scientifica e di interesse sociale.

• Dare l'opportunità ai giovani di seguire, rimanendo nelle rispettive sedi, cicli di lezioni, tenute dai maggiori specialisti nei vari campi della scienza, nelle più prestigiose università del mondo.

• Curare il rispetto dell'uomo verso l'uomo e la competizione che è la più alta forma di collaborazione.

• Impedire che a decidere sia una persona che non ammmette il confronto o che non vuole essere contraddetta.

• Rafforzare la gestione manageriale dell'attività di ricerca che è continua soluzione di problemi.

• Attivare meccanismi premianti la capacità degli enti di ricerca di moltiplicare le risorse ricevute attraverso la partecipazione di altri partners o attraverso l'accesso a canali di natura competitiva.

• Realizzare attività e missioni di ricerca ovunque nel mondo.

• Mantenere la garanzia del diritto alla ricerca
e alla libera competizione.

• Predisporre documenti strategici di ricerca condotti in ambito di accordi scientifici internazionali.

• Evitare sprechi di ricchezza, attriti sociali ed etnici.

• Contribuire alla definizione dei programmi di ricerca presso le Organizzazioni Internazionali.

• Rispondere ai media in modo aperto e trasparente in base
al diritto-dovere di informare su tutte le iniziative,
lo stato delle ricerche e i risultati conseguiti.

• Esprimere apprezzamenti a coloro che si sono adoperati per scambi di esperienze in favore della ricerca scientifica
e dei suoi processi di integrazione.

• Acquisire la conoscenza storica dell'attività scientifica
e la sua evoluzione, nel quadro degli scambi
interdisciplinari del mondo contemporaneo.

• Disporre, a favore del pubblico mondiale, l'informazione più ampia possibile sulle proprie attività.

• Intrattenere con il mondo della scuola, un rapporto costante al fine di proporre fondati modelli per rendere razionali e produttivi, gli studi verso la ricerca e l'innovazione tecnologica.

• Ricercare collegamenti strutturali forti tra singoli laboratori e centri di ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie.

• Risolvere le controversie che dovessero sorgere tra gli studiosi in merito ai risultati delle loro ricerche.

• Chiedere, attraverso l'ONU, di incentivare la ricerca e alle industrie delle Nazioni aderenti, di investire in quei settori di studio
che generano progresso.

• Onorare la scienza pura ovunque essa si trovi, assicurandone la libertà e favorendone le ricerche.

• Studiare meccanismi che portino, alla riduzione del prelievo fiscale, a quelle imprese che contribuiscono, direttamente o indirettamente a sviluppare la ricerca in nuovi prodotti e in nuove tecnologie.

• Badare a diffondere la cultura anche per mezzo di pubblicazioni: i risultati ottenuti dall'attività scientifica non potrebbero diventare patrimonio universale se non venissero diffusi,
tra gli studiosi, a mezzo stampa.

• Assumere la rappresentanza, anche Internazionale,
di analoghe strutture culturali.

• Liberare da tutti i condizionamenti che ostacolano l'autonomia, l'indipendenza e il rigore scientifico della ricerca.

• Coordinare le conoscenze scientifiche nelle loro più elevate espressioni nel quadro dell'universalità della cultura.

• Esporre nella continuità dei suoi fini,
ogni altra attività utile allo scopo.

• Incrementare le infrastrutture immateriali e le reti di trasferimento dei saperi scientifici per accrescere il livello delle conoscenze.

• Migliorare la collaborazione tra laboratori ed enti di ricerca.

• Proporre atti di programmazione annuale e pluriennale, generale, settoriale e speciale di ricerca scientifica e tecnologica.

• Costituire un polo di aggregazione di bisogni ed interessi della società scientifica ed economica.

• Avere relazioni internazionali con i ricercatori di tutte le discipline dalla filosofia, alla biologia, e alle nanoscienze.

• Indirizzare la cultura della scienza verso la trasformazione della ricerca in prodotto.

• Perseguire il dialogo tra scienza, società, politica ed economia.

• Collaborare all’internazionalizzazione delle ricerche scientifiche e tecnologiche.

• Impegnare la ricerca di base nel settore farmaceutico, chimico, elettronico, fisico e meccanico.

• Adottare provvedimenti contro la fuga dei ricercatori altamente qualificati.

• Patrocinare il trasferimento delle innovazioni specialistiche e delle conoscenze interdisciplinari.

• Riconoscere ai ricercatori la facoltà di assolvere a compiti didattici.

• Ampliare gli orizzonti culturali, scientifici e tecnologici.

• Effettuare una costante attività di osservazione sui bisogni del mondo della ricerca.

• Identificare i centri di eccellenza nel campo delle fonti di energie rinnovabili.

• Confrontare le realtà scientifiche diverse dalla propria.

• Allargare i confini della ricerca scientifica e i rapporti collaborativi all’interno della comunità globale.

• Misurare la qualità e l’efficacia delle politiche nazionali in materia di ricerca, di sviluppo e innovazione.

• Eliminare gli ostacoli alla mobilità dei ricercatori e degli accademici.

• Condividere ambiziosi obiettivi strategici nel campo spaziale, energetico, ambientale, scientifico e tecnologico.

• Includere nei programmi di ricerca i giovani talenti dotati di minori opportunità economiche.

• Agevolare i contatti e le esperienze nell’area delle scienze e delle tecnologie.

• Ottimizzare la collaborazione con le imprese di ogni tipo ovunque esistenti.

• Supportare un inserimento scientifico qualificato.

• Rendere favorevole la cooperazione e lo scambio informativo fra i sistemi istituzionali, produttivi e distributivi.

• Assolvere a compiti didattici, ad attività di formazione e di alta ricerca scientifica.

• Puntare sulla cultura multidisciplinare che è fonte di ricchezza.

• Gestire con gli incentivi gli investimenti in capitale umano, sostenendo la ricerca multidisciplinare attraverso la formazione di giovani ricercatori.

• Adottare programmi e progetti finalizzati d’interesse generale nazionali, comunitari ed internazionali.

• Ottenere il coordinamento e il controllo tra gli attori e i destinatari della ricerca perseguendo il pieno impiego delle risorse e dei saperi.

• Dirigere la ricerca e l’innovazione tecnologica a tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile del territorio.

• Chiarire i risultati delle indagini scientifiche ovunque ottenute.

• Procedere alla diffusione di metodologie di valutazione e di autovalutazione delle istituzioni scientifiche.

• Recepire programmi di rilevanza nazionale ed internazionale in materia d’istruzione universitaria e di ricerca.

• Saper segnalare le linee di sviluppo dei diversi settori scientifici e tecnologici in relazione agli obiettivi da conseguire.

• Approfondire le ricerche in settori i cui risultati siano utili per incrementare, valorizzare e promuovere il patrimonio nazionale ed internazionale.

• Determinare stimoli e supporti tecnici e di coordinamento tra associazioni scientifiche nazionali e straniere.

• Proporre programmi d’incentivazione e sostegno della ricerca scientifica e tecnologica nel settore privato.

• Formare pareri e proposte in ordine alla relazione sullo stato della ricerca sulla base delle relazioni delle singole istituzioni scientifiche.

• Battere le strade di nuove relazioni industriali.

• Scommettere su una crescita vera della ricerca scientifica libera da pregiudizi e tatticismi.

• Individuare i pochi progetti che uniscono le imprese e i distretti industriali.

• Rivendicare la libertà di chiedere allo Stato l’impegno a sostenere la ricerca in tempi brevi.

• Far diventare la ricerca scientifica e l’innovazione volano per le imprese.

• Basare su alcune chiare priorità le richieste d’investimenti alla politica.

• Accordare fiducia a chi ha il coraggio di rischiare, ma sa imparare dagli errori.

• Investire nella ricerca scientifica che è l’unico modo per competere con i leader del mondo.

• Usare la rete con altre istituzioni ed enti che operano nel campo della ricerca scientifica.

• Suggellare con una votazione finale del mondo imprenditoriale i settori scientifici da sviluppare.

• Immaginare sviluppi diversi nel campo dell’innovazione e progetti di grande respiro.

• Dotare di capacità manageriale, ma anche di valori, il sistema della formazione di alto livello.

• Indicare le priorità per migliorare, modernizzare e far crescere di più il mondo della ricerca.

• Prendere atto che solo l’unione dei cervelli consente di ottenere risultati eccezionali.

• Intervenire sulla pubblica amministrazione per ottenere tempi certi per gli adempimenti e pagamenti.

• Abolire il valore legale del titolo di studio che è l’unico modo per scoprire le carenze degli atenei meno capaci.

• Superare i confini nazionali con solide alleanze e aggregazioni a livello internazionale.

• Progettare il futuro della ricerca scientifica gestendo contemporaneamente il presente.

• Unire le forze imprenditoriali per ottenere risultati scientifici concreti.

• Sensibilizzare la diffusione delle lingue straniere attraverso la televisione, il web o il sistema satellitare.

• Arrivare ad interrogarsi sul futuro degli enti e delle associazioni scientifiche territoriali.

• Capire che occorre fare rete per crescere.

• Razionalizzare le sedi per evitare, con duplicazioni di costi, che i numerosi centri di ricerca continuino a frammentarsi e a resistere al cambiamento.

• Affidare gli incarichi dirigenziali e di organizzazione secondo criteri di merito e non di appartenenza lobbistica, familiare, clientelare o di casta.

• Imparare ad allargare i confini territoriali o settoriali della ricerca e innovazione

• Affrontare la burocrazia che è nemico numero uno dello sviluppo perché si muove secondo tempi biblici.

• Produrre un osservatorio privilegiato di valutazione delle politiche sulla ricerca e innovazione.

• Rivalutare i beni immateriali, come marchi e brevetti, come misura per ottenere forza contrattuale con gli istituti di credito nelle richieste di finanziamenti.

• Inserire nelle reti programmi di ricerca nazionali ed internazionali.

• Portare dall’estero talenti dell’insegnamento e della ricerca nei Paesi d’origine.

• Appoggiare progetti di ricerca a strutture promozionali efficienti.

• Parametrare i risultati delle ricerche ottenute ad altri soggetti analoghi.

• Ribadire il no ai contributi statali a pioggia o a fondo perduto.

• Intercettare le infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata che lucra sui fondi destinati alla ricerca.

• Accompagnare il processo di alfabetizzazione dei distretti industriali, attraverso il passaggio online delle strutture di ricerca.

• Rilanciare gli investimenti di tipo automatico, così pure il credito d’imposta.

• Crescere dimensionalmente. È un imperativo categorico, mentre piccolo e locale, sono due condizioni da superare.

• Spingere la ricerca sulla banda larga e la digitazione nella pubblica amministrazione per favorire gli investimenti nell’innovazione.

• Analizzare le motivazioni che portano le imprese a crescere.

• Integrare le iniziative di ricerca scientifica in corso.

• Capitalizzare le risorse di programmi dell’Unione Europea e gli aiuti statali predisposti per stimolare la ricerca e le attività produttive.

• Interpretare le norme fiscali. La soggettività delle norme è una pratica ingiusta che penalizza il lavoro dei ricercatori e allontana gli investitori.

• Aggregare i contratti di rete che è un requisito essenziale per una corretta strategia d’internazionalizzazione.

• Costruire una relazione stabile con dipartimenti e strutture di ricerca, che hanno già ottenuti risultati, significa non partire dall’inizio, non sprecare tempo e risorse.

• Rammentare che essere ricercatore è il più grande atto d’amore per il proprio Paese.


La
L.U.I.R.S.

Si avvale solo dell'opera di collaboratori volontari.


La
L.U.I.R.S.

Ha come carattere distintivo l'interdisciplinarietà del sapere.
Non tante branche della scienza e della ricerca che vanno ciascuna per conto suo, ma capacità di dialogare e di interagire l'una con l'altra.


La
L.U.I.R.S.

Ritiene che la libertà della scienza e della ricerca deve fermarsi dove la dignità della persona, nella sua interezza, è minacciata. La vita è un bene troppo importante per affidarne le sorti solo alla scienza.


La
L.U.I.R.S.

Non accetta sponsorizzazioni o elargizioni che possano creare i presupposti di una limitazione sostanziale o formale, dell'indipendenza
culturale e didattica alla sua attività.


La
L.U.I.R.S.

Può rilasciare agli operatori economici, ai professionisti, agli artisti e a quanti hanno onorato onestamente la vita con la virtù del lavoro o dei comporta-menti in favore dei suddetti “scopi” titoli culturali “honoris causa”.


La
L.U.I.R.S.

Al fine di evitare ogni abuso o uso improprio da parte di chi è stato insignito,
si precisa che il titolo "Honoris Causa" rilasciato, nel rispetto della sua
autonomia e attività relazionale, è un riconoscimento esclusivamente
onorifico e non può essere equiparato ad una laurea emessa
a conclusione di un normale percorso pluriennale di studi,
dopo aver superato tutti gli esami prescritti.
Qualunque titolo di laurea "Honoris Causa" non è considerato idoneo:
per partecipare ai Concorsi Pubblici e neppure
per l'iscrizione agli Albi Professionali.

 

 

Mario Paone nato a Lecce il 23 luglio 1941, allievo dei Proff.ri Pietro ONIDA e Federico CAFFÈ si è laureato a 21 anni in Economia nell'Università La Sapienza di Roma, relatore il Prof. Gabriele PESCATORE, Presidente del Consiglio di Stato. Coniugato con due figli, ha iniziato ad insegnare a 24 anni. Ordinario di Ragioneria e Tecnica nell' I.T.C. Statale “O.G.Costa” di Lecce, ha conseguito nel 1967, la Libera Docenza in Economia Monetaria e Creditizia e nel 1968, la Specializzazione in Discipline Bancarie (PhD) nell'Università La Sapienza di Roma con voto unanime della commissione giudicatrice composta dai Proff.ri Carlo MERLANI, Oddone FANTINI, Carlo FABRIZI, Amedeo GAMBINO, Mario STOLFI, Giuseppe MURÈ, Ubaldo PROSPERETTI, Giacomo ACERBO, Bruno de FINETTI, Francesco PARRILLO, Gaetano STAMMATI e Guido CARLI, conseguendo la dignità di stampa, della tesi: “L'adeguamento delle strutture bancarie alle esigenze di credito”. Dottore Commercialista e Revisore dei Conti dal 1965, è stato Assistente di Economia Aziendale del Prof. Aldo AMADUZZI nella Facoltà di Economia dell'Università di Genova; Consulente di top manager di grandi società e Consigliere di Finanza Internazionale dell' OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries), ha svolto importanti incarichi per conto dell'Amministrazione della Giustizia, del Tesoro e della Corte Costituzionale presso la quale è stato, dal 1971 al 1973, Consigliere del Presidente Prof. Giuseppe CHIARELLI. Giudice Tributario d'Appello presso la Commissione Tributaria Regionale di Bari; Editore e Direttore Responsabile del periodico “Il Notiziario Rassegna dell'Istruzione”; ha fondato la “Collana di Studi Bancari” cui aderiscono molti Organismi Internazionali, Ambasciate, Agenzie, Centri di Ricerca, Accademie, Alti Comandi Militari e Ordini Professionali. Nel 2002 ha ricevuto la Medaglia d'Oro della Fondazione Nuove Proposte istituita con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e ha ottenuti numerosi altri premi e attestati da parte della Banca d'Italia e da diversi Istituti di Credito italiani e stranieri, tra i quali il Dipartimento di Stato Americano e dell' U.S.I.S. (United States Information Service). Titolare di “Politica Economica Industriale Europea” nella Scuola di Perfezionamento in Studi Europei dell'Università La Sapienza di Roma; è stato professore: di “Tecnica di Borsa” nelle Facoltà di Economia dell'Università di Lecce e Benevento; di “Organizzazione Aziendale” nell'Università di Bari e Taranto. Ha tenuto conferenze in organi specialistici, come l'INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria), l' ICE (Istituto per il Commercio Estero), l' ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), la Scuola Tributaria Centrale “Ezio Vanoni”, e sedi istituzionali come il SISDe (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica) e nei Corsi di Specializzazione e Dottorato di Ricerca in Diritto Processuale Tributario Applicato. Nel 2004 è stato insignito dal Ministero dell'Interno di un attestato di “Pubblica Benemerenza al Merito Civile”. Dal 10 dicembre 2003 è Rettore della Libera Università Internazionale per la Ricerca Scientifica di Roma e dal 19 dicembre 2005 è Presidente dell' European Science Academy di Roma.

RETTORE

Prof. Mario Paone

Tel. +39 330 329848
Tel. +39 347 7099252

E-Mail: mario.paone@luirs.it

 

“COLLANA DI STUDI BANCARI”

Fondata e Diretta da

MARIO PAONE

Dello stesso Autore in questa Collana :

 

1. - L'Adeguamento delle Strutture Bancarie alle Esigenze di Credito, 1967.

Studio in Onore di UGO CAPRARA.

 

2. - A Chi e Come va Erogato il Credito, 1967.

Studio in Onore di GIUSEPPE MENGHINI.

 

3. - L'Intuizione nella Concessione di Fido, 1968.

Studio in Onore di GIORGIO ZANOTTO.

 

4. - Interdipendenze Economiche nella Dinamica Creditizia, 1969.

Studio in Onore di FRANCESCO PARRILLO.

 

5. - Credito, Risparmio e Sviluppo Economico, 1970.

Studio in Onore di PIERO SRAFFA.

 

6. - Il Controllo del Credito Bancario, 1971.

Studio in Onore di GIORDANO DELL'AMORE.

 

7. - Le Previsioni Bancarie, 1^ edizione, 1971.

Studio in Onore di GIUSEPPE CHIARELLI.

 

8. - Il Principio Regolatore del Credito Bancario, 1972.

Studio in Onore di PAOLO BAFFI.

 

9. - Il Credito nella Logica e nell'Intuizione, 1974.

Studio in Onore di CARLO MASINI.

 

10. - I Costi e i Ricavi nelle Gestioni Bancarie, 1975.

Studio in Onore di MARIO ARCELLI.

 

11. - Il Credito all'Esportazione, 1975.

Studio in Onore di PAOLO EMILIO CASSANDRO.

 

12. - Le Previsioni Bancarie, 2^ edizione, 1983.

Studio in Onore di LUIGI MARIANO.

 

13. - La Banca in una Società che si Evolve, 1984.

Studio in Onore di FRANCO FORTUNA.

 

14. - Le Attività Parabancarie, 1985.

Studio in Onore di ANTONIO RENZI.

 

15. - Il Mercato Finanziario, 1985.

Studio in Onore di CARLO PACE.

 

16. - Il Commercio Estero, 1987.

Studio in Onore di GABRIELE PESCATORE.

 

17. - Tecnica della Borsa, 1992.

Studio in Onore di GIOVANNI GIRONE.

 

18. - Sostenere l'Economia, 1993.

Studio in Onore di NORBERTO BOBBIO.

 

19. - L'Attività Bancaria Internazionale, 1994.

Studio in Onore di MILTON FRIEDMAN.

 

20. - Aspetti Evolutivi della Banca, 1995.

Studio in Onore di CLAUDIO DEMATTÉ.

 

21. - L'Organizzazione per Competere, 1998.

Studio in Onore di PAOLO SYLOS LABINI.

 

22. - L'Organizzazione per Competere, 2^ edizione, 1999.

Studio in Onore di JAMES TOBIN.

 

23. - L'Organizzazione per Competere, 3^ edizione, 2001.

Studio in Onore di VITTORIO STELO.

 

24. - Management to Compete, 2002.

Studio in Onore di PAUL SAMUELSON.

 

25. – Betriebsorganisation Um Zu Konkurrieren, 2003.

Studio in Onore di PETER DRUCKER.

 

26. - L'Organizzazione del Successo, 2004.

Studio in Onore di MARIOLINA e ANTONIO PAONE.

 

27. - L'Organizzazione del Successo, in lingua giapponese, 2004.

Studio in Onore di EVSEY DOMAR.

 

28. - Controllo di Gestione e Strategie d'Impresa, 2005.

Studio in Onore di ONORATO CASTELLINO.

 

29. - Controllo di Gestione, in lingua araba, 2005.

Studio in Onore di WILLIAM VICKREY.

 

30. - Organizzazione e Gestione Aziendale, 2006.

Studio in Onore dei miei Genitori.

 

31. - Gestione Aziendale, in lingua cinese, 2006.

Studio in Onore di BENT HANSEN.

 

32. - Marketing Management, 2007.

Studio in Onore di PIETRO ARMANI.

 

33. - Economia Aziendale – L'Organizzazione, 2008.

Studio in Onore di MICHELE PAONE.

 

34. - Psicologia Economica, 2008.

Studio in Onore di FRANCO MODIGLIANI.

 

35. - Finanza Aziendale, 2008.

Studio in Onore di GIUSEPPE VOLPATO.

 

36. - Gestione del Rischio Banca-Impresa , 2009.

Studio in Onore di LUIGI SPAVENTA.

 

37. - Imprenditorialità e Organizzazione, 2009.

Studio in Onore di TOMMASO PADOA SCHIOPPA.

 

38. - Organizzazione, Economia e Finanza, 2010.

Studio in Onore di SIRO LOMBARDINI.

 

39. - Economia dello Sviluppo, 2010.

Studio in Onore di AUGUSTO GRAZIANI.

 

40. - Leadership, 2011.

Studio in Onore di MARIO CUOMO.

 

41. - Strategie Organizzative e Società, 2011.

Studio in Onore di RONALD COASE.

 

42. - Trattato di Organizzazione, 2011.

Studio in Onore di JOHN KENNETH GALBRAITH

 

43. - Sociologia, Sviluppo, Management, 2012.

Studio in Onore di ANDRE GUNDER FRANK.

 

44. - Corporate Governance e Retail, 2013

Studio in Onore di GORDON TULLOCK

 

45. - Marketing Business Administration, 2014.

Studio in Onore di FREDERIK ZEUTHEN.

 

46. - Etica dell'Organizzazione, 2014.

Studio in Onore di CHIARA LUBICH.

 

47. - Organizzazione di Metodologie Innovative, 2014.

Studio in Onore di ANTONIO DE VITI DE MARCO.

 

48. - Logica di Business, 2015.

Studio in Onore di PASQUALE SARACENO.

 

49. - Scienza degli Equilibri Manageriali, 2015.

Studio in Onore di LUIGI LUZZATTI.

 

50. - Trattato di MBA, Volume Primo, 2015.

Studio in Onore di RAYNER STEFANO MASERA.

 

51. - Relazioni Industriali, Job Act, Risk Management, Crisi Valutarie, 2015.

Studio in Onore di ALFRED MARSHALL.

 

52. - Macroeconomia,Valore Economico: della Produzione, del Risparmio, 2015.

Studio in Onore di FEDERICO CAFFÈ.

 

53. - Microeconomia,Valore Economico: del Consumo, dell'Investimento, 2015.

Studio in Onore di FRANZ HERMANN SCHUTZE-DELITZSCH.

 

54. - Pianificazione Finanziaria, Export, Processi Decisionali, 2016.

Studio in Onore di FRIEDRICH AUGUST von HAYEK.

 

55. - Reddito di Cittadinanza, Welfare, Corporate Risk, Disuguaglianze, 2016.

Studio in Onore di GARY BECKER.

 

56. - Deflazione, Quantitative Easing, Bound, Spread, Recessione, 2016.

Studio in Onore di ED GILLIGAN.

 

57. - Trattato di MBA, Volume Secondo, 2016.

Studio in Onore di MAURIZIO SELLA.

 

58. - Startup, Struttura e Performance dell'Equilibrio Aziendale, 2016.

Studio in Onore di GUIDO CARLI.

 

59. - Globalizzazione, Leverage Ratio, Srep, Delocalizzazione, 2016.

Studio in Onore di JOSEPH ALOIS SCHUMPETER .

 

60. - Competitività, No Profit, Mercato dei Cambi e delle Valute, 2016.

Studio in Onore di JAMES McGILL BUCHANAN.

 

61. - Stress Test, Valore Sociale del Rating e delle Options, 2017.

Studio in Onore di GÉRARD DEBREU.

 

62. - Patto di Stabilità, Debito Pubblico, Swaps, Cartolarizzazione, 2017.

Studio in Onore di LUIGI EINAUDI .

 

63. - Crediti Deteriorati, Bail-in, Brexit, Obbligazioni Subordinate, 2017.

Studio in Onore di JAN TINBERGEN.

 

64. - Trattato di MBA, Volume Terzo, 2017.

Studio in Onore di ALBERTO QUADRIO CURZIO.

 
 

********

* La Libera Università Internazionale per la Ricerca Scientifica e l' European Science Academy,
ricordano il Presidente della Corte Costituzionale

GIUSEPPE CHIARELLI

“ La vita di Giuseppe Chiarelli, insigne giurista è stata intensamente trascorsa nello studio
e nell'insegnamento, che sono state le sue attività predilette, ma anche le qualità che
hanno fatto grande il suo nome di giurista e specchiato esempio di maestro.
Sembra, la sua, la vita di un italiano di tempi remoti, tanto che fu e rimase esemplare
per civiche virtù, per l'eccellenza morale, per acutezza d'ingegno, robustezza di dottrina
e distinzione familiare, esente da quei guasti che oggi appaiono contagiare tutti.
Dotato di una coscienza morale che, tanto alta quanto sofferta, egli aveva ricevuto
alla scuola del padre ANGELO RAFFAELE che fu, come lui, illustre formatore di vita.
Giuseppe Chiarelli si distinse giovanissimo tra i coetanei della sua generazione per la profonda
maturità della cultura, che tornava a vanto dei suoi maestri del liceo barese “Domenico Cirillo”
– Francesco Saverio Nitti ed Angelico Tosti Cardarelli – e per l'intrepido amore della libertà che,
ventenne, sulla rivista barese di PIETRO DELFINO PESCE “Humanitas”, gli fece comporre
roventi articoli contro i violenti che, mandanti o sicari, avevano spento, in
GIACOMO MATTEOTTI, la voce più squillante dell'opposizione al fascismo.
Laureatosi a ventidue anni in giurisprudenza allo Studium Urbis, passò
agli atenei di Camerino, Perugia e Roma, docente di Diritto amministrativo,
Legislazione del lavoro e Istituzioni di diritto Pubblico.
La serietà del magistero e l'originalità del suo pensiero sul concetto di diritto
come un ente a priori rispetto all'istituzione e come ordine e misura , sullo stato di diritto,
la cui attività non “ sarebbe feconda se tra i suoi scopi non fosse compreso quello di assicurare
a ciascuno la possibilità di raggiungere forme di vita superiore, nell'armonica organizzazione
di una società produttiva
”, sui problemi del diritto del lavoro – di cui egli è stato maestro
tra i più autorevoli – non fecero di Chiarelli il teorico lontano e distante dai problemi della
nostra vita, ma sublimarono il suo fascino umano che conquistava, tanto amabili erano quelle
doti di semplicità, affabilità, garbo e simpatia che possedeva ed esprimeva in modo mirabile.
Era nato per insegnare, per stare in mezzo ai giovani con l'efficacia che la sua dottrina
sapeva suscitare, con l'umana cordialità che lo faceva amare, con quello splendore
intellettuale che i grandi educatori biografati da Plutarco ebbero a trasmettere.
Sereno, forte e mite, fu maestro incantevole per i tanti discepoli, me compreso, che seguirono
le sue lezioni e non solo quelle, alla facoltà romana di economia e commercio
- allora ubicata a Piazza Borghese -, (di cui Chiarelli fu preside, dal 1952 al 1961),
perché i riconoscimenti che su di lui si posarono egli li considerò come i premi di
un'attività che, più di tutte, gli era caro coltivare, l'insegnamento, e che estendeva ai suoi
uditori, che sapeva trasformare da allievi a collaboratori della sua fatica.
Non insuperbì mai per alcuno dei tanti segni di onore che, pesati su di lui,
dalla sua persona, parvero ricevere, più che conferire prestigio.
Fu tra coloro che prepararono il codice civile e di rito civile, membro del
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, docente itinerante, come un antico
maestro del diritto italiano, fuori dalla penisola, a S. Paolo, a Montevideo, a Rio de la Plata,
avvocato, cassazionista, rappresentante della scienza giuridica italiana in numerosi
congressi internazionali, cittadino insignito di medaglia d'oro quale benemerito della scuola,
autore di centinaia di scritti sui problemi della teoria generale del diritto e del Diritto Pubblico
e del Lavoro, giudice prima, dal 1961 e poi presidente, dal 1971 della Corte Costituzionale;
ma fu soprattutto – e tale io lo ricordo – un uomo buono, semplice, schivo da pubblicità
e da esibizioni, alieno dal sentire e dal portare convinzioni diverse da quelle che erano
il tesoro della sua immensa spiritualità che gli aveva fatto dire, educando gli italiani al
culto della libertà, che “ uno Stato il quale per elevato che sia il fine a cui tende ” rinneghi
le “ garanzie del Diritto, rinnega la propria essenza stessa ”; che
la massima autorità non coincide mai con il massimo arbitrio
e che nell'ambito dell'ordinamento dello Stato va tenuto fermo
il principio delle pubbliche responsabilità alle quali a nessuno è dato sottrarsi ”.
Massime che sono il commento più eloquente ed essenziale dell'eccezionale
statura di questo eminente giurista pugliese.
Oratore efficace e suadente, conversatore affascinante, Chiarelli, coltissimo, pur oltre
l'applicazione agli studi giuridici, che di solito non consente evasioni intellettuali,
conobbe in modo ineguagliabile l'arte di esprimere il suo pensiero comunicando,
anche brevemente, con umili e dotti, perché la sua umanità era quella,
naturalmente cristiana, che per tutti ha voce, espressione e risposta.
La sua vita egli l'ha vissuta come un saggio antico, tra molti libri, con pochi amici,
che al pari dei molti allievi lo adoravano, accanto alla diletta sposa,
ch'è stata l'ideale compagna dei suoi anni, donna LUISA, così com'egli è stato,
pur da preside e da presidente, soltanto il sorridente don PEPPINO, lieto del figlio RAFFAELE,
come di lui maestro di diritto, amabile nonno per le due nipotine che con lui
dividevano i riposi a Martina Franca, a Tivoli, a Carzeto di Soragna.
Amatissimo della Puglia e della sua storia, come del suo avvenire, Chiarelli è stato,
come MICHELE DE PIETRO, tra i pugliesi, che più prestigiosamente hanno illustrato
la nostra terra con il pensiero giuridico e con la nobiltà della vita.
Bari e la Puglia non hanno mancato di onorare in Chiarelli il figlio geniale e il testimone,
mai emigrato, di cultura, da quei segni di riconoscenza tante volte espressi – basti, per tutti, ricordare
la solenne cerimonia di omaggio che l'Università di Bari, rettore ERNESTO QUAGLIARELLO, gli rese,
il 27 gennaio 1973, quando FRANCESCO MARIA de' ROBERTIS, preside della Facoltà di Giurisprudenza,
offrì a Giuseppe Chiarelli il primo dei volumi di “ Studi di Storia Pugliese ” (che formano la più imponente collectanea di storia regionale che fin qui sia stata concepita ed attuata), con questa motivazione:
Onorando Giuseppe Chiarelli, noi offriamo alla Gente di Puglia, in suo nome e a suo maggiore
gradimento, un corpus historicum di inconsueta vastità e di rara suggestione
”.
Chi assegnava questi attestati provava la consapevole soddisfazione che, rendendoli,
ben operava, perché a quel modo si riconosceva pubblicamente la virtù di un tanto nobile uomo.
Nessuno mi è stato più amico di Chiarelli e nessuno lo sarà mai; lo ricordo con immutato affetto
ed infinita nostalgia per averlo avuto come maestro Mario Paone ”

 

********

 

* L'European Science Academy e la Libera Università Intemazionale per la Ricerca Scientifica,
che ho l'onere di guidare, ricordano e rendono omaggio, al Generale dei Carabinieri

Giulio Grassini
PRIMO DIRETTORE DEL SISDE
Servizio Informazioni per la Sicurezza Democratica

“ Straordinario esempio di generosa dedizione alle Istituzioni, dalla lunga e luminosa carriera.
Ufficiale integerrimo, dall'assoluta indipendenza, autorevolezza e versatile ingegno,
dall'encomiabile dirittura morale e dall'incessante spirito di servizio,
sempre pronto ad infondere fiducia e sempre schivo a mostrarsi.
GIULIO GRASSINI, Direttore del SISDE dall'equilibrio non comune e
da una geniale magia intuitiva, affermava con fermezza:
« Mai credere a tutto quello che si dice : altrimenti non si troverà mai niente.
Più che cercare, bisogna trovare. Non si può prevenire se manca la segretezza.
Per prevenire bisogna proteggere le informazioni.
Se i servizi segreti lavorassero alla luce del sole : e non nell ombra, non sarebbero segreti.
Il silenzio è la regola dei servizi. Un servizio d'intelligence che voglia operare nella
massima trasparenza e correttezza non sarà mai efficiente ».

Le Sue regole di comando, determinate da felici intuizioni prospettiche,
furono, dopo di Lui, seguite da altri autorevoli investigatori quali:
EMANUELE DE FRANCESCO, VINCENZO PARISI e FERDINANDO MASONE.
La storia di ognuno di noi è ricca di eventi, di decisioni, di pensieri; non avrei mai immaginato,
dopo la laurea in economia, di entrare nel segreto mondo della finanza investigativa.
Ho avuto la fortuna di conoscere GIULIO GRASSINI nel 1971 quando comandava la
Legione Carabinieri di Trento, poi di avere la Sua amicizia.
Da Lui ho imparato tanto e a Lui devo molto, un grande amico con il quale,
al di là della differenza di età, avevo molto in comune.
Ora, a 25 anni dalla Sua scomparsa, Lo rimpiango con immenso affetto e forte commozione,
convinto, come sono, che nessuno muore finché c'è qualcuno che Lo ricorda - Mario Paone "

 

********

 

La Libera Università Internazionale per la Ricerca Scientifica e l' Accademia Europea delle Scienze
ricordano, con profonda ammirazione, affettuoso rimpianto e tristezza infinità, la scomparsa del

Prof. GABRIELE PESCATORE

« Uomo di elevata professionalità, di singolare saggezza,
di costante rettitudine e di straordinario impegno civile.
Appresa la notizia, desidero rendere omaggio a Lui che è stato nel 1964 relatore
della mia tesi di laurea nell'Università “La Sapienza” di Roma.
Pescatore, giurista completo e sapiente, capace di spaziare in maniera
acuta ed equilibrata tra dottrina, giurisprudenza e prassi, verificando la dinamica
dei valori costituzionali nell'ambito dell'evoluzione della società,
Presidente del Consiglio di Stato, Vice Presidente della Corte Costituzionale
e autore di importanti testi di diritto, era un Uomo dal forte credo cattolico.
Nato a Serino, un paesino della provincia di Avellino, il 21 ottobre 1916, conosceva le misere
condizioni di vita delle popolazioni del Sud e il forte divario esistente con il Nord industrializzato.
La Sua diplomazia dello sviluppo economico era nel trovare soluzioni da fare accettare.
Convinto sostenitore dei valori democratici, la prosperità economica era per
Lui la condizione essenziale per la libertà politica.
A noi Suoi allievi ha insegnato il senso dello Stato con due principi: correttezza ed efficienza.
La Sua presidenza alla Cassa del Mezzogiorno, durata un ventennio, ha segnato
la stagione migliore dell'intervento pubblico per accrescere opportunità e diritti di larghi settori
sociali, per realizzare infrastrutture e programmi necessari alle Regioni meridionali.
Per il Suo stile elegante, la Sua guida illuminata e il Suo eccezionale carisma,
era popolare tra i dipendenti della Cassa, conosceva praticamente tutti, chiamava tutti
per nome e aveva sempre un'attenzione per tutti.
Per Lui le feste di Pasqua e di Natale erano regolari occasioni per
interagire con il personale e le loro famiglie.
Negli anni ‘60 a guidare la Cassa, che aveva poco meno di 300 dipendenti, era Gabriele Pescatore.
Quando fu rimosso, i dipendenti diventarono 10 mila, le opere non si fecero più,
l'Italia continuò ad essere divisa in due e la stessa Cassa diventò sinonimo di ruberia.
Dopo che ebbi conseguita la laurea, la porta della Sua abitazione in via Stoppani, a Roma,
era per me sempre aperta; rimasi affascinato dallo stile, dall'affabilità, della Signora CLEMENTINA,
dal garbo di questa coppia singolare, che mi mostrò benevolenza e simpatia.
Per me giurista è colui che per vocazione intuisce i principî che devono presiedere
ai rapporti tra gli uomini ed a questi principî ispira il suo pratico operare.
Pescatore era, in questo senso, un giurista nato.
La Sua vita, dedicata al mondo del diritto, lo portò a ricoprire incarichi di grande prestigio,
impegni che onorò sempre con lucida intelligenza e spirito di servizio.
Usava dire: “Un fedele servitore dello Stato non è mai servo se mette,
al di sopra degli interessi di parte, quelli dello Stato”.
Per ricambiare l'affetto e l'ammirazione nel ricordo dell'antica e inalterata amicizia,
ho a Lui dedicato nel 1987 il libro su “Il Commercio Estero” XVI volume
della mia Collana di Studi Bancari.
Pescatore è stato l'uomo che ha unito l'Italia più di Cavour, cucendo lo Stivale
con strade, argini, canali e acquedotti.
La storia economica del nostro Paese è legata al Suo nome, al Suo valore, alle Sue capacità.
Ci lascia uno dei giuristi più insigni che la nostra Nazione abbia avuto,
una delle menti più lucide, una delle personalità più autorevoli e indipendenti.
Ispirato anche dal Suo esempio, ne coltivo gli insegnamenti, il ricordo e l'affetto mai sopito.
Professore e magistrato straordinario, Pescatore incarnava il rigore morale, la difesa
della legalità e il senso delle istituzioni, sempre accompagnate da grande umanità.
Ho avuto il privilegio di averLo come Maestro, poi di avere la Sua amicizia
ed oggi ne sono profondamente commosso.
La Sua dipartita segna un vuoto profondo a livello personale.
Credo che scrivere è come pregare, stare in silenzio e ricordare le emozioni della vita.
Nel dire queste cose, confesso di essere un po' emozionato, perché, purtroppo, sono sempre stato
molto sensibile alla passione dei sentimenti e non riesco facilmente a dissimulare la commozione.
È difficile trovare qualcuno che sia indifferente alla commozione quando si perde una persona cara.
Mi mancheranno le Sue parole, i pensieri e i Suoi preziosi consigli.
Ricordare Gabriele Pescatore che non c'è più, per me,
vuol dire onorare la Sua vita – Mario Paone »